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giovedì 27 dicembre 2012

"HO INCONTRATO LE FATE" / NON SOLO AFRICA






Non è facile, dovete sapere, entrare nel mondo delle fate perché esse, ahimé, sono creature molto particolari.

Io direi piuttosto capricciose e suscettibili.

Bellissime e amabili allo spasimo certamente ma altrettanto dispettose e birichine in certe altre occasioni .

Se però , per caso, te lo consentono o per improvvisa simpatia, o perché in quel momento sono in preda ad una terribile disattenzione, bisogna sapere in partenza d’ essere disponibile a tutto.

Ma proprio a tutto.

Seguirle cioè nei loro desiderata è dimenticare innanzitutto chi siamo. In poche parole lasciarsi coinvolgere.

Essere pronti, allora, a inerpicarsi in luoghi impervi e misteriosi come i rifugi montani sulle alture o le grotte sotterranee,dove custodiscono i loro segreti più segretissimi.

Ritrovarsi a intrecciare danze assieme a loro sulle superfici di laghi o fiumi cristallini ai confini del mondo conosciuto

Attraversare mari , oceani e anche deserti infuocati a dorso di cammello.

Sedersi a dialogare con elfi, gnomi e nani intorno ad un fuoco improvvisato in foresta.

Magari a notte fonda.

E questo può verificarsi, specie nelle magiche notti invernali, a Kaysersberg(Alsazia) tra Natale, Capodanno e l’Epifania.

Come ?

Perdendosi, in quei giorni, tra le sue mille stradine illuminate da lanterne magiche,ascoltando melodie coinvolgenti di un mozartiano pifferaio e seguendo gli equilibrismi di artisti di strada pronti a raccontare mille e una storia… tra profumi di zenzero e cannella e ogni altra spezia che si perdono nell’aria che sta per imbrunire.
 


                 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

     
              


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