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mercoledì 5 dicembre 2012

"L'IMPRONTA DELLA VOLPE " DI MOUSSA KONATE'-DEL VECCHIO-EDITORE / SCAFFALE LIBRI






L’atmosfera è quella del classico “noir” e c’è un caso da risolvere in Mali, nella regione della falesia di Bandiagara , a sud del fiume Niger, territorio del popolo dogon.

Un territorio terribilmente eroso dal sole cocente e dagli altri agenti atmosferici, che sta quasi a simboleggiare quanto sia dura e sofferta la vita degli abitanti del luogo.

Qui, nella cittadina di Pingui, tre ragazzi trovano la morte nell’arco di poche ore e nessuno sembra sapere come e perché il fatto sia accaduto.

Il commissario Habib e l’ispettore Sosso devono, ancora una volta, e non senza poche difficoltà, dipanare da soli la matassa imbrogliata per riuscire a scoprire una probabile verità.

Ciò che emerge in tutta la complessità della scrittura, e che, a suo modo, comunica anche un certo fascino, è proprio il contesto in cui commissario e ispettore indagano.

Si tratta di un mondo che ha tentato da poco la modernizzazione,di cui mostra un certo compiacimento ma che ha ,anche troppo frettolosamente, impiantato il “nuovo” sull’antico.

E cioè ha dato vita a tutta una serie di cambiamenti politici e sociali ,innestati su costumi e modalità che, comunque, fanno a pugni con una modernità nient’affatto metabolizzata dagli abitanti.

Moussa Konaté, specialista in romanzi polizieschi goduriosi è conosciuto maggiormente in Francia che da noi.

       a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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