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domenica 14 luglio 2013

Da "Un giorno come tanti" di Mirco Nacoti /Reading

15 Gennaio- Giovedì - [L’arrivo] Guiglo, a 1 ora e 30 minuti da Man. (Costa d’Avorio) Ore di auto per arrivare a Man .Un susseguirsi di paesucoli e cittadine, capanne in terra o in arbusti secchi, casette basse. Lungo la strada sempre uguale, la gente cammina. Bimbi soli con la pancia gonfia,donne con la testa carica di materiale, disabili con la bicicletta da pedalare con le mani. La strada, tra gli insediamenti, è scavata in mezzo alla natura che invade.Ci fermiamo a mangiare in una bettola. Sul tavolo ricoperto da una tovaglia di plastica unta e bucata stanno incollati sciami di mosche eccitate. Un puzzo di liquami organici m’inceppa la deglutizione. A fatica ingoio riso in salsa piccante,su cucchiai da ripulire con tovaglioli strinati, che mi scatena una terribile acidità gastrica. La paura di ogni malattia trasmissibile monta. Spero passi presto. ………………………………………………………. 18 Gennaio- Domenica [L’ospedale] L’ospedale è grande, la situazione igienica è una sonda vescicale inserita con guanti già usati, che i guanti sono preziosi. Non ci sono farmaci per TBC,HIV e non c’è programma per le vaccinazioni. Stime raccontano di 14-15% di prevalenza di SIDA (così chiamano i francofoni l’AIDS). La prima impressione è che i pochi antibiotici esistenti siano francamente abusati.L’emergenza malaria dei mesi di di giugno-luglio è passata, ma ci sono ancora molti bambini in coma GCS 3-5 per la palue cerebrale. Molti i casi di disidratazione, diarrea, scompenso cardiaco, versamenti toracici di eziologia non nota. Il laboratorio è essenziale:si può fare il gruppo sanguigno, test HIV e epatite ma solo per donatori di sangue, lo stick urine. C’è,tuttavia, la possibilità di eseguire radiografie.

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