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giovedì 11 aprile 2013

E' una parolina semplice / Giorgio Diritti regista di "Un giorno devi andare " ce la ricorda






Bisogna avere il coraggio di “andare” -dice Giorgio al suo interlocutore - andare a passeggio anche in città piuttosto che stare davanti alla televisione. L’andare, perciò, è importante. Riflettiamoci. Credo che le persone siano angosciate molto spesso proprio perché non hanno la forza di uscire dalla “scatola” in cui vivono : gli è stato dato uno schema, il consumismo, il grande mostro, che ci suggerisce sempre come dobbiamo essere e cosa dobbiamo fare.

Ma gran parte di questi suggerimenti creano soltanto un senso di frustrazione, non ci sentiamo “fighi” e giusti se non possediamo certe cose…Allora credo che la “bellezza” ci salverà (Dostoevskij), quella che io chiamo anche natura e cioè il rapporto con l’autenticità di ciò che siamo, la scommessa e la possibilità di sopravvivenza dell’uomo sulla terra.

I villaggi che ho avuto modo di visitare nei miei viaggi nei Paesi in via di sviluppo, ultimamente in America latina, sono in fondo la sintesi , pur attraverso le loro difficoltà, di una vita in cui le priorità sono chiare.

Gli affetti, il mangiare,il vestire : avere il giusto, il necessario.

Tutto il Sud del mondo ci dà questa indicazione ma noi spesso non l’accogliamo : in ogni minuto della nostra quotidianità abbiamo un messaggio pubblicitario alla radio, alla televisione, su internet, che ci dice che devi essere così, prendi questo, prendi quest’altro.

Io penso che dobbiamo spogliarci un po’ di queste cose.

Quanto alla mia fede in Cristo ogni tanto certo che dubito.

Ma la fede è movimento, non può essere statica, deve essere ricca di pensiero, di contraddizioni. Se vuoi anche di disagio.

E la Chiesa invece,a mio parere, quella che necessità di un bagno di umiltà e di povertà per essere autentica.

Nelle missioni in Africa come in America latina esiste,per esempio, ancora una Chiesa che è figlia del “colonialismo dell’uomo bianco” ma ci sono anche figure di uomini e donne davvero straordinari.

L’importante, semmai, prete o laico che si sia, è aiutare le persone a ritrovare il senso del loro cammino. E imparare a saper leggere il Vangelo mi pare proprio una straordinaria opportunità di riflessione per capire la vita.

                       

          

a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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