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lunedì 22 aprile 2013

Repubblica Centrafricana /Dopo il golpe situazione insostenibile per il Paese


    



E’necessario ripristinare lo “stato di diritto”. E’ questa, infatti, l’esigenza prioritaria laggiù, attualmente, e a prescindere da mille altre problematiche aperte e riguardanti l’incolumità della gente comune in un contesto, al momento, oltremodo guerrafondaio.

Parlo della Repubblica Centrafricana.

Lo sostengono uomini come Navi Pillay, l’ alto commissario Onu per i diritti umani, ma anche l’opinione pubblica internazionale, quella che accede di regola a fonti ben informate e sufficientemente documentate. E, quindi, sa bene ciò che pensa e dice.

E’ caos e povertà, stupri e morti violente, aggressioni e saccheggi.

E, poi ancora, fughe in direzione dei Paesi confinanti o in foresta.

Sia a Bangui e dintorni che nelle altre città del Paese.

E questo,come tutti hanno appreso e sanno dai “media” ufficiali, da quando cioè gli uomini del Seleka, da circa un mese e qualche giorno, hanno destituito il presidente Bozizé.

Si consideri, inoltre, che comporre lì le divisioni politiche interne è quasi impossibile.

Situazione insostenibile lo è anche sotto il profilo economico-finanziario per lo Stato stesso in quanto è tutto fermo .

Non si lavora più e non si produce nulla, lì proprio dove i poveri erano di per sé tantissimi e una ristretta minoranza i pochissimi privilegiati.

Diciamo sopratutto quelli che erano gli uomini di Bozizé, alcuni dei quali hanno riparato, come lui fuori .

Intanto, proprio in questi giorni si batterà necessariamente cassa(con parecchie incognite circa il risultato finale) presso le istituzioni finanziarie europee da parte dei golpisti (leggi Seleka

Mentre da più parti si chiede di rispettare esclusivamente gli accordi di pace di Libreville.

Non fosse altro che per arrestare la violenza montante in tutto il Paese,che ha superato il limite di tolleranza.

          a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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